Tufo/






Uno sguardo quotidiano sul rapporto famiglia e malavita, una malavita che entra nelle mura domestiche impossessandosi di tutto e di tutti, corrodendo i valori di ogni singolo uomo.
Gennarino, Rosina, Pasquale, Raffaele, Miranda sono tutti personaggi emblemi di una Napoli post – moderna che non riesce ad avanzare ma che al contrario lentamente indietreggia risucchiandosi su se stessa . Chi scappa, chi resta, chi sa solo urlare, chi è indifferente e chi sceglie di non sentire e non vedere, il tutto nasce da uno sguardo dello scrittore - drammaturgo che con un ‘ occhio posto alla periferia osserva il centro trascrivendone gli eventi . Una continua lingua violenta che ferocemente si fonde con il corpo degli attori che agiscono, un minimalismo di sguardi che spinge l’indifferenza alla sua più estrema conseguenza fanno della messa in scena un orribile luogo di anarchia famigliare dove chi corrode i valori non è certo l’idea di camorra come istituzione, ma camorra come peste, una malattia atroce che corrode tutto e tutti. Lunghi richiami alla storia fanno del testo un continuo richiamo ad un non-cambiamento mai arrivato, tanto atteso, tanto sperato ma che non ha mai trovato nella città e nel suo popolo un angolo dove poter fecondare i propri valori di legalità, libertà e rispetto.
Tufo è una provocazione di non ritorno, un non messaggio di cambiamento verso una generazione ormai stabile alle radici di prepotenza ed indifferenza . Tufo non vuole essere una pillola di guarigione di un male che ormai ha infetto tutte le arterie di una Napoli violenta, ma uno specchio reale di una quotidianità che ha sommerso. Tufo non spinge lo spettatore ad indagare sul sistema camorra, ma cerca di presentare come questo sistema possa corrodere l’intimo più profondo del suo popolo.

In azione Alessandro Gallo, Andrea Franceschi, Fabio Gaccioli, Alice De Toma,
Lorenzo D’amato, Marta Luzi, Marco Ziello.
Assistenza alla regia Miriam Capuano
Musiche Sixth Minor
Testo e regia Alessandro Gallo


PREMIO MISENO 2008

- Miglor spettacolo
- Miglior Testo
- Miglior scenografia
- Miglior attrice
- 2 Classificato premio giuria popolare

VERDETTO GIURIA PREMIO MISENO

Dopo un dettagliato ed attento esame comparato tra le schede di giudizio nel corso
delle serate e attraverso una valutazione oggettiva delle rappresentazioni in gara, il 1° Premio miglior spettacolo viene quest’anno assegnato allo spettacolo “ Tufo ” di Alessandro Gallo, con la seguente motivazione : un ‘ interessante, moderna e sensibile messa in scena. Bilanciata e scrupolosa la direzione artistica. Lo spettacolo, di alto contenuto etico e dal forte impatto emotivo, è stato recitato da una compagnia molto affiatata, dal piglio giovanile, ma nel contempo con una incisività collettiva, matura e consapevole. Gli attori tutti molto centrati e bravi, si sono fatti apprezzare sia dal pubblico che dai tecnici. Ottimo l’uso scenografico , le luci e le musiche.
Allo stesso spettacolo, unanimemente e a pieni voti gli si assegna il Premio per il miglior testo all'autore Aleesandro Gallo: per aver affrontato il sistema incandescente della criminalità, in tutta la sua drammatica attualità. Pur utilizzando a volte un linguaggio troppo crudelmente vero e poco simbolico , l’autore ha sviluppato una trama avvincente che si cala nella realtà quotidiana e nel rapporto famiglia-malavita. La scrittura si colloca nell’alveo di una drammaturgia cosiddetta post-eduardiana . I personaggi sono disposti in un contesto storico di profonda crisi di valori e di degrado morale e sociale. Un tessuto antico che si sgretola e si frantuma lentamente; allegoricamente proprio come il tufo. Materia millenaria, nata dal fuoco , corrosa dal tempo e dall’azione distruttrice dell’uomo. Ma che rimane patrimonio, traccia di civiltà ed habitat di un territorio. Insomma forza vitale che indietreggia ma che è anche memoria utopica e speranza del futuro antico.
A Marta Luzi va il Premio come miglior attrice: per una intensa , toccante ed abile interpretazione, che ha entusiasmato pubblico e giurati; per le sue qualità comunicative ed eloquenti e nel aver dato piena voce ad un personaggio in tutta la sua drammatica emarginazione.
Ad Ilaria Carannante va il Premio come miglior scenografia: per un allestimento scenico efficace e poeticamente appropriato , congeniale nella sua sostanziale essenzialità allo sviluppo e l’intreccio della trama , che prevedeva in contemporanea due esterni e un interno e diversi tempi narrativi , presente-passato e anche in simultanea , mostrando una abilità tecnico - espressiva, utilizzando materiali cosiddetti minimalisti.

La giuria:
Mario Sirpettino, Fabio Postiglione, Ciro Mancino,
Sabrina Attanasio e Franco Napolitano.